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Alessandro intende ringraziare
in particolar modo:

Prof. Salvatore Bommarito, Arch. Mario Virano, Alberto Monaco, dr. Giuseppe Polizzi, Ispettorato Territoriale Sicilia, COSPAS / SARSAT (Bari), Salpancore (Palermo), Kannad, Mc Murdo, Yokohama Bayside Marina (Japan), Centro Velico Balestrate, Prof. Robin Candau, Prof. Philippe Grise, Prof. Alain Groslambert, Lega Navale Italiana, Federazione Italiana Vela, Tecno Team (Palermo), Nautica del Porto-Porto Garibaldi, Antonio Farinelli, Stefano Trombelli, Luca Rizzi, ESPACE MER - Les Sables d'Olonne, PORT OLONA - Les Sables d'Olonne,  Picchio - Pietro Matteucci, Alessandra e Massimo Giardini, Lega Navale Italiana Sciacca, Lega Navale Italiana Bari, Lega Navale Italiana Crotone, Lega Navale Italiana Agrigento, Lega Navale Italiana Castellammare del Golfo

la partenza

Lunedì 26 Ottobre 2009, Alessandro Di Benedetto parte quindi da Les Sables d’Olonne, luogo di partenza ed arrivo della nota competizione velica Vendèe Globe, per il giro del mondo in solitario, senza scalo e senza assistenza su una barca a vela di 6,5 metri, un minitransat modificato da lui stesso per renderlo adatto alle avverse condizioni meteorologiche che prevede di affrontare.
Nuovamente chiamato in causa dunque, il World Sailing Speed Record Council/International Sailing Federation che omologherà in caso di successo, il primato mondiale e il record del mondo.
La navigazione, salvo inconvenienti, durerà circa sei mesi.

Ma cosa spinge un essere umano ad affrontare una simile impresa e, soprattutto, a correre un così grande rischio? Prima della partenza abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandro Di Benedetto che, senza troppi orpelli, ci ha raccontato della sua grande passione per "gli oceani"!  
Attraversare il globo su un’imbarcazione di queste dimensioni è estremamente rischioso, come mai la scelta di lanciarsi in una simile impresa?
<< … perché nessuno lo ha ancora fatto; in molti ormai hanno portato a termine il giro del mondo ma mai nessuno su un’imbarcazione di lunghezza inferiore ai 32 piedi; ed io che amo le sfide sono pronto a provare anche perché sono convinto che, se ben preparata, qualunque barca possa navigare lungo questa rotta >>
Prima l’Atlantico, poi il Pacifico, quando le è venuto in mente il giro del mondo?
<< durante la traversata del Pacifico; avevo pensato spesso alla possibilità di circumnavigare il globo ma, mentre ero in procinto di portare a termine il mio viaggio nel Pacifico, con l’adrenalina in corpo ho avuto la certezza che presto sarei ripartito per realizzare anche questo sogno >>
Manca meno di una settimana alla partenza; lascerà Les Sables D’Olonne presumibilmente entro il 18 di ottobre, qual è il suo stato d’animo?
<< Enormemente emozionato; navigare è un’esperienza sempre nuova, è come partire ogni volta verso l’ignoto; a volte provo un po’di paura ma l’idea di vivere una simile esperienza è più forte di tutto >>
Findomestic Banca è pronta dunque a partire; una barca da 6,5 metri sulla quale lavora da almeno un anno. Come la descriverebbe?
<< E’ una barca che ha carattere; da quando siamo arrivati a Les Sables D’Olonne sono venuti a visitarla alcuni volti noti del mondo della vela, grandi navigatori e uomini di mare e tutti hanno detto la stessa cosa: Di benedetto,  è piccola ma è tosta! In effetti credo di aver fatto un buon lavoro, è stata molto dura ma ne è valsa la pena. Adesso bisogna soltanto avere pazienza >>.
Per la partenza?
<< Già; sarebbe un peccato compromettere tutto per la fretta di partire. Il golfo di Guascogna è una zona temibile perché attraversata periodicamente da basse pressioni e, di conseguenza, da condizioni meteo proibitive; è dunque di fondamentale importanza aspettare un momento favorevole per la prima parte della navigazione che mi consenta di superare tranquillamente le coste di Spagna e Portogallo >>
Si narra che, ad eccezione del vincitore Robin Knox-Johnston e di Donald Crowhurst suicidatosi durante la competizione, gli altri sette partecipanti al Sunday Times Golden Globe Race (la prima regata per solitari indetta dal Sunday Times nel 1968) abbiano in seguito perso il nume della ragione … è solo leggenda o l’idea che un’esperienza così forte possa lasciare dei segni indelebili nella sua mente la spaventa un po’ ?
<< Per affrontare un viaggio del genere occorrono un’enorme resistenza alla fatica e grande presenza di spirito; si attraversano momenti di crisi dovuti al freddo, al sonno, al fatto di dover rimanere in un continuo stato di allerta ma poi … tutto tace di fronte a quello spettacolo meraviglioso che è il mondo e che non può non lasciare dei segni fortunatamente ... indelebili >>.      

                                                                                                                 Marcella Bellanca

 
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