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Lunedì 26 Ottobre 2009, Alessandro Di Benedetto parte quindi da Les
Sables d’Olonne, luogo di partenza ed arrivo della nota competizione
velica Vendèe Globe, per il giro del mondo in solitario, senza scalo e
senza assistenza su una barca a vela di 6,5 metri, un minitransat
modificato da lui stesso per renderlo adatto alle avverse condizioni
meteorologiche che prevede di affrontare. Nuovamente chiamato in
causa dunque, il World Sailing Speed Record Council/International
Sailing Federation che omologherà in caso di successo, il primato
mondiale e il record del mondo. La navigazione, salvo inconvenienti, durerà circa sei mesi.
Ma cosa
spinge un essere umano ad affrontare una simile impresa e, soprattutto,
a correre un così grande rischio? Prima della partenza abbiamo rivolto
alcune domande ad Alessandro Di Benedetto che, senza troppi orpelli, ci
ha raccontato della sua grande passione per "gli oceani"! Attraversare
il globo su un’imbarcazione di queste dimensioni è estremamente
rischioso, come mai la scelta di lanciarsi in una simile impresa? <<
… perché nessuno lo ha ancora fatto; in molti ormai hanno portato a
termine il giro del mondo ma mai nessuno su un’imbarcazione di
lunghezza inferiore ai 32 piedi; ed io che amo le sfide sono pronto a
provare anche perché sono convinto che, se ben preparata, qualunque
barca possa navigare lungo questa rotta >> Prima l’Atlantico, poi il Pacifico, quando le è venuto in mente il giro del mondo? <<
durante la traversata del Pacifico; avevo pensato spesso alla
possibilità di circumnavigare il globo ma, mentre ero in procinto di
portare a termine il mio viaggio nel Pacifico, con l’adrenalina in
corpo ho avuto la certezza che presto sarei ripartito per realizzare
anche questo sogno >> Manca meno di una settimana alla
partenza; lascerà Les Sables D’Olonne presumibilmente entro il 18 di
ottobre, qual è il suo stato d’animo? << Enormemente
emozionato; navigare è un’esperienza sempre nuova, è come partire ogni
volta verso l’ignoto; a volte provo un po’di paura ma l’idea di vivere
una simile esperienza è più forte di tutto >> Findomestic
Banca è pronta dunque a partire; una barca da 6,5 metri sulla quale
lavora da almeno un anno. Come la descriverebbe? <<
E’ una barca che ha carattere; da quando siamo arrivati a Les Sables
D’Olonne sono venuti a visitarla alcuni volti noti del mondo della
vela, grandi navigatori e uomini di mare e tutti hanno detto la stessa
cosa: Di benedetto, è piccola ma è tosta! In effetti credo di aver
fatto un buon lavoro, è stata molto dura ma ne è valsa la pena. Adesso
bisogna soltanto avere pazienza >>. Per la partenza? <<
Già; sarebbe un peccato compromettere tutto per la fretta di partire.
Il golfo di Guascogna è una zona temibile perché attraversata
periodicamente da basse pressioni e, di conseguenza, da condizioni
meteo proibitive; è dunque di fondamentale importanza aspettare un
momento favorevole per la prima parte della navigazione che mi consenta
di superare tranquillamente le coste di Spagna e Portogallo >> Si
narra che, ad eccezione del vincitore Robin Knox-Johnston e di Donald
Crowhurst suicidatosi durante la competizione, gli altri sette
partecipanti al Sunday Times Golden Globe Race (la prima regata per
solitari indetta dal Sunday Times nel 1968) abbiano in seguito perso il
nume della ragione … è solo leggenda o l’idea che un’esperienza così
forte possa lasciare dei segni indelebili nella sua mente la spaventa
un po’ ? << Per affrontare un viaggio del genere
occorrono un’enorme resistenza alla fatica e grande presenza di
spirito; si attraversano momenti di crisi dovuti al freddo, al sonno,
al fatto di dover rimanere in un continuo stato di allerta ma poi …
tutto tace di fronte a quello spettacolo meraviglioso che è il mondo e
che non può non lasciare dei segni fortunatamente ... indelebili
>>.
Marcella Bellanca
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